Riceviamo da Lorenzo Grassi una mail per noi anomala: invece di protestare per la scarsità del trasporto pubblico, ne denuncia l’invadenza. In fondo mettiamo un nostro breve commento.
Le vie residenziali del quartiere Trieste non possono diventare superstrade per autobus
CON LA B1 DOPPIONI DI FERMATE E ITINERARI TORTUOSI. PROTESTA CONTRO IL PIANO DI RIORDINO DELLA RETE DEI TRASPORTI DI SUPERFICIE IN OCCASIONE DELL’APERTURA DELLA NUOVA TRATTA DELLA METROPOLITANA
Con l’entrata in funzione della nuova tratta B1 della metropolitana, Atac e Campidoglio hanno previsto un rivoluzionamento della rete dei trasporti di superficie. Il Piano è stato illustrato in parte ai residenti del Municipio IV, mentre quelli del Municipio II ne sono stati tenuti completamente all’oscuro e lo stanno scoprendo con la comparsa delle paline sui marciapiedi.
La prima preoccupazione – segnalata nelle scorse settimane dal consigliere del Municipio II, Giampaolo Celani (Api) – era stata quella di un eccessivo taglio di autobus che, sommato al previsto passaggio dei treni della nuova metro ogni 8/9 minuti, avrebbe significato l’impossibilità per i cittadini del Municipio II di salire alle stazioni di viale Libia e piazza Annibaliano su convogli strapieni in arrivo da Montesacro (e senza più alternative in superficie).
Ora invece, mentre l’apertura della B1 slitta sine die, i dubbi dei residenti si sono spostati su alcune “stranezze” del nuovo Piano del trasporto di superficie: vi sono infatti alcune strade del quartiere – già assolutamente inadeguate a percorsi per autobus e a flussi di grande scorrimento – che vedranno moltiplicare l’impatto delle linee in transito. È il caso soprattutto di via Panaro e della direttrice via Piediluco-piazza Ledro-via Bisagno.
Su via Panaro si prevede di convogliare 4 linee con 2 fermate e 1 capolinea (in prossimità di un incrocio delicato con via Nemorense e dell’omonimo parco, che meriterebbe tranquillità): considerata l’inadeguatezza della strada ciò porterà – oltre che ad una perdita di 9 preziosi posti parcheggio pubblici per fare spazio alle fermate – ad un prevedibile e inestricabile ingorgo non appena riapriranno le scuole (già oggi il 310 e i mezzi Ama restano sistematicamente bloccati), sommato a crescita di vibrazioni e smog, con le ripetute ripartenze dei mezzi in salita.
Resta inspiegabile perché il capolinea della linea 84, previsto originariamente e correttamente alla stazione della metro B1 di piazza Annibaliano, sia stato trasferito con percorso tortuoso e inutile sino a via Panaro; come resta inspiegabile il tragitto della linea 83 – sempre fatta passare su via Panaro – che è un doppione di itinerari già coperti da molti altri autobus.
Fa riflettere, infine, l’eccesso di fermate: nel raggio di un centinaio di metri da via Panaro (comprese via Nemorense e piazza Istria) sono una decina con 12 mezzi (B1, 38, 80, 83, 84, 88, 89, 63, 92, 310, 233 e 168). Assurde, ad esempio, le tre fermate del 310 su via di Santa Costanza e ingiustificate le quattro previste per 83, 84 e 310 nel tratto Istria-Panaro-Nemorense.
I residenti del quartiere Trieste invitano Atac e Campidoglio ad un ripensamento di linee e fermate, nell’ottica di una razionalizzazione e di un corretto utilizzo degli scarsi fondi a disposizione dell’azienda di trasporto. Altrimenti l’occasione costituita dall’entrata in funzione di un nuovo tratto di metropolitana rischia di trasformarsi in occasione persa o, peggio, in un boomerang con il peggioramento della qualità della vita. Ciò sarebbe davvero una beffa.
4 responses so far ↓
1 amicoqua // giu 10, 2012 at 8:47 pm
Andiamo per punti. La scarsa – o nessuna – informazione ai cittadini del Municipio II è purtroppo normale: le varie amministrazioni si sono sempre comportate malissimo in questo senso, e la denuncia è indiscutibile e anzi necessaria. Ma risulta odiosa la frase sui “nove preziosi parcheggi” che si perderebbero per fare le fermate. Davvero è più importante fare spazio a nove auto private che a un buon servizio pubblico? E’ anche poco convincente la paura della crescita di vibrazioni e smog per le ripartenze dei bus: ma perchè, adesso tutto il traffico privato non produce inquinamento? Passando alle preoccupazioni sulla incapacità di Via Panaro di sostenere il traffico dei bus ivi previsto non ci sentiamo di esprimere un giudizio. Dalla cartina non sembrerebbe una stradina stretta, ma forse invece è davvero insufficiente, e i mezzi pubblici sono a volte molto difficili da gestire (soprattutto se il parcheggio delle auto private è incivile e fuori dalle norme!). Insomma su questo aspetto, come sulle linee 84 e 83 e sulla “assurda” presenza di fermate di varie linee in pochi metri sospendiamo il giudizio. Anche perchè i progettisti dell’Atac spesso sbagliano, ne sappiamo qualcosa noi a Montesacro. Parliamone, e intanto grazie a Lorenzo, che segnala cose importanti.. Non saremo d’accordo su tutto, ma ci accomuna il desiderio di migliorare le cose.
2 Lorenzo Grassi // giu 11, 2012 at 10:50 am
Lungi da me il voler “far spazio” al traffico privato rispetto a quello pubblico. Sono un convinto sostenitore di metro, bus e tram. Come si legge nella nota, la prima preoccupazione era stata infatti quella di veder garantito un adeguato servizio di trasporto pubblico in superficie anche dopo l’entrata in servizio della metro B1. Ma una volta conosciuto il piano (ripeto: senza alcuna consultazione preventiva dei cittadini) la sorpresa è stata quella di una nuova rete di linee bus assolutamente sconclusionata. I rilievi che solleviamo sono precisi e puntuali. Linee doppione, itinerari contorti, eccessi di fermate: non è così che si valorizza un trasporto pubblico a corto di risorse (e sempre più costoso per gli utenti).
3 amicoqua // giu 11, 2012 at 1:55 pm
Riceviamo da Vito De Russis: Considerando per la metroB1 la deviazione per Conca d’Oro di un treno su 4 (come sembra che faranno), la forbice delle
frequenze sarà compresa tra i minuti 15 e 20secondi (dell’Alta, come sopra incasellata) e i minuti 34 e 00 secondi (della Bassa,
come sopra incasellata).
Via Panaro e d’intorni? Parliamone, certo, ma è una pagliuzza rispetto alla travona della Metro B1.
L’altra sera, giugno 2012, verso le ore 20, staz. Metro Termini, pannello luminoso:
“TRENI IN ARRIVO / ARR. PER REBIBBIA / 2> REBIBBIA 11 min.”
(invio, a richiesta, foto).
Via Panaro e d’intorni? Parliamone, certo, ma è una pagliuzza rispetto alla travona del Viale Libia ed Eritrea che non tornano “strade verdi”.
Cosa ha da dire Giampaolo Celani e chi si manifesta con il virgolettato?
Via Panaro e d’intorni? Parliamone, certo, ma è una pagliuzza rispetto alla tabella delle frequenze che trovate allegata. (invio, a richiesta, foto di
un’attesa di 70′ e altra di un expresso da 40′)
Via Panaro e d’intorni? Parliamone, certo, ma è una pagliuzza rispetto alla travona del 85% delle oltre 8mila fermate bus pubblici
perennemente occupate illegalmente da veicoli privati non colpiti da provvedimenti di legge. Ponti d’oro alla illegalità.
Se avete la bontà di andare a leggere quello che chiede l’ADP
http://www.assopedoni.it/home/chi-siamo
e, se volete, ne parliamo.
Noi, gradiamo parlare, confrontarci perchè non ci piace vivere in queste condizioni.
Lo sostiene il DPCM 4.8.2006: non siamo in una società vivibile, siamo in emergenza, c’è urgenza di rendere vivibile questa Roma.
Via Panaro? entro questo ambito ci sta anche via Panaro.
Con molta cordialità (come sempre).
Vito De Russis
4 paola // giu 12, 2012 at 11:24 am
considerando che Via Panaro è una strada ‘antica’ come tante del quartiere Trieste (ci ho abitato molti anni fa) l’idea di vedersi passare sotto casa vari autobus non è sicuramente simpatica (ma garantisco non è simpatica neanche a chi abita in quartieri nuovi come Serpentara..) Il punto è, come dice Amicoqua, che l’alternativa è il traffico di più automobili, che non è salutare (né economico visto l’aumento della benzina) per nessuno.
Che poi l’ATAC privilegi certe linee, facendole passare molto spesso, e ne penalizzi altre che tocca aspettare per 15-20 minuti è una verità. Bisognerebbe trovare il modo di far arrivare loro le proposte sensate dei cittadini, ma non so bene come,
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